Amianto: la battaglia dei lavoratori AnsaldoBreda Pistoia

Pistoia, 13 marzo 2019 – Ansaldo Breda vuol dire storia dell’ industria italiana, con tutte le sue successive trasformazioni e passaggi di proprietà ha accompagnato la storia del trasporto ferroviario per molti decenni, essendo impegnata nella costruzione di materiale rotabile per il settore ferroviario. Breda per Pistoia significa anche occupazione, il centro è piccolo e negli anni del boom si può dire che ogni famiglia avesse almeno un membro dipendente in quello stabilimento. Ma Breda vuol dire, purtroppo, anche amianto. E’ di ieri la notizia di un successo: i primi riconoscimenti di benefici per gli esposti all’amianto nello stabilimento AnsaldoBreda di Pistoia: riguardano 94 lavoratori esposti durante lo smantellamento del tetto dal 1987 fino al 1990, che sono stati esaminati dall’Inail e poi dall’Inps. I riconoscimenti consistono nel riconoscimento di contributi che coprono il periodo dal 6 ottobre 1987 fino al 31 dicembre 2000, per i 94 lavoratori oggetto di questa vittoria significa 6 anni e 3 mesi di uscita anticipata dal lavoro. Motivazione? Il rischio di un’aspettativa di vita inferiore. Una buona notizia che però non ha certo il sapore di serenità. Per chi è impegnato nella vicenda la guerra non si conclude qui, perché ci sono molti lavoratori che sono rimasti esclusi dal riconoscimento a causa di un codice Ateco non corretto, non direttamente collegabile al settore ferroviario, sono i dipendenti delle ditte dell’ indotto che hanno sempre lavorato all’ interno dell’ azienda e che erano presenti all’interno dello stabilimento pistoiese al momento dello smantellamento. Ma per adesso sono esclusi dai riconoscimenti ed è ingiusto che lavoratori che erano a fianco dei dipendenti AnsaldoBreda, esposti quindi ai medesimi rischi, non abbiano riconosciuti i benefici che finalmente si sono visti riconoscere i 94 lavoratori. Se si ragiona sui numeri è bene inoltre ricordare che sono 250 le persone che sono venute a mancare nella zona del pistoiese a causa di questa fibra pericolosa, che l’ emergenza amianto è ancora del tutto attuale visto che solo in Italia si stimano tra i 3000 e i 4000 decessi all’anno, che il visto il periodo di latenza tra l’ esposizione ed i possibili effetti nefasti della fibra può raggiungere un intervallo compreso tra i 15 ed i 40 anni e che ci si aspetta produca maggior numero di vittime dal 2020 in poi. Non solo benefici previdenziali ma anche risarcimento per coloro che riportano patologie asbesto correlate, sono molteplici le sentenze positive in materia del risarcimento del danno nella complicata e dolorosa materia dell’ esposizione all’amianto in ambito lavorativo. Da parte dei Giudici, in sede civile, la risposta è sempre stata positiva a conferma dell’estrema sensibilità che sempre di più si riserva ai lavoratori ammalatisi per colpa dell’asbesto o, purtroppo, ai congiunti di quelli deceduti per la stessa causa.