ANCORA MAXI RISARCIMENTI PER EMOTRASFUSIONI INFETTE

Il 2014 si apre con nuove condanne per il Ministero della Salute in materia di sangue infetto.
Con due distinte pronunce, Il Tribunale di Roma e la Corte di Appello di Palermo hanno riconosciuto risarcimenti milionari a favore di persone contagiate con trasfusioni di sangue nel corso degli anni ’70.
A gennaio la Corte siciliana ha infatti condannato il Ministero di Viale Ribotta al pagamento di quasi un milione e 400 mila euro a favore di un palermitano contagiato in occasione di un ricovero risalente al 1970, quando aveva sette anni. I giudici non hanno accolto la tesi difensiva dell’Avvocatura dello Stato, secondo la quale solo a partire dal 1978 vennero perfezionati i test di identificazione del virus dell’epatite C, riconoscendo comunque la responsabilità amministrativa per l’omessa vigilanza nella raccolta e somministrazione di sangue per uso terapeutico.
Il 5 febbraio scorso invece il Tribunale di Roma ha condannato il predetto Ministero a risarcire con oltre 1.400.000 euro tutti i danni non patrimoniali e patrimoniali subiti da un soggetto emotrasfuso in un ospedale della capitale nel 1977, riconoscendo il nesso di causalità tra trasfusione e il contagio dell’epatite. Anche in questo caso si è rilevato come, pur in difetto di una specifica conoscenza (sulla base dei dati scientifici dell’epoca) del virus HCV, ben si sarebbe potuto comunque rilevare la non idoneità del sangue ad essere oggetto di trasfusione.
Dunque ancora importanti vittorie per le persone vittime dello “scandalo sangue”, che in Italia ha investito migliaia di persone nell’arco di oltre trent’anni. Anche lo Studio Legale Frisani, tramite il suo staff, continua a supportare nelle aule giudiziarie di tutto il Paese coloro che inconsapevolmente si sono scoperte vittime di questa ingiustizia, con l’obiettivo di assicurare un ristoro economico che non potrà comunque ripagarle degli irrimediabili danni alla salute patiti.