CGUE: PER IL PAGAMENTO DI UNA COMPENSAZIONE PECUNIARIA IN CASO DI RITARDI DEI VOLI CON COINCIDENZA O DI NEGATO IMBARCO È COMPETENTE IL GIUDICE DEL LUOGO DELLA PARTENZA O DELLA DESTINAZIONE FINALE

La questione trae origine da tre differenti controversie –successivamente riunite dalla CGUE– instaurate nei confronti di alcune compagnie aeree da parte di passeggeri che, avendo acquistato ciascuno con un’unica prenotazione un viaggio aereo in due  tratte di volo dal vettore aereo contrattuale (VAC), si sono trovati a perdere la coincidenza del secondo volo a causa del ritardo del primo (vettore aereo operativo, VAO) o si sono visti negare l’imbarco.

Le fonti normative in materia sono:

-il Regolamento (CE) n. 261/2004 che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato;

-il Regolamento (UE) n. 1215/2012 -cd. Bruxelles I bis- che è andato a sostituire il precedente Regolamento (CE) n. 44/2001 -cd. Bruxelles I- a partire dal 10.01.2015.

Sono state quindi sottoposte alla CGUE alcune questioni pregiudiziali alla decisione delle cause circa l’interpretazione dei suddetti regolamenti. Le questioni sono le seguenti. Innanzitutto, occorre stabilire se, anche in assenza di un contratto concluso tra il passeggero ed il VAO, il diritto azionato rientri nella nozione di materia contrattuale. Secondariamente occorre identificare il foro competente a livello internazionale per le domande di compensazione. Infine, occorre chiarire quale sia la competenza giurisdizionale nel caso in cui il vettore aereo abbia sede fuori dall’Unione Europea.

Veniamo alla prima questione. La fattispecie in esame coinvolge tre parti -passeggero, VAC, VAO- e solo due contratti -il contratto tra passeggero e VAC ed il contratto tra VAC e VAO-, non esiste alcun contratto tra passeggero e VAO. I Regolamenti Bruxelles I e Bruxelles I bis prevedono però che la norma di attribuzione della competenza sia basata sulla causa dell’azione in giudizio e non sull’identità delle parti. Accertato che la fonte iniziale dei diritti e degli obblighi della controversia è un contratto, allora la controversia è sicuramente contrattuale.

Analizziamo quindi la questione del foro competente a conoscere delle domande di compensazione nei confronti del VAO. Gli ultimi due Regolamenti, le cui disposizioni applicabili nel caso in esame rimangono identiche (considerando 11 e 12  ed art. 5 Reg. 44/2001, considerando 15 e 16 e art. 7 Reg. 1215/2012) prevedono, in base al c.d. principio della competenza che della questione debba conoscerne il giudice del domicilio del convenuto. Oltre a tale foro possono essere previsti fori alternativi, ammessi in base ad uno stretto collegamento tra l’organo giurisdizionale e la controversia o per agevolare l’amministrazione della giustizia. Infatti, una persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro, in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l’obbligazione è stata o deve essere eseguita. Il luogo di esecuzione nel caso di prestazione di servizi è il luogo in cui i servizi sono stati avrebbero dovuto essere prestati. In caso di pluralità di luoghi di prestazione di servizi in diversi Stati membri, bisogna intendere per luogo di esecuzione quello che garantisce il collegamento più stretto tra il contratto ed il giudice competente, ovvero il luogo della prestazione principale. Tanto il luogo di partenza quanto quello di arrivo sono i luoghi di prestazione di tale servizio. Il giudice competente a decidere la controversia è quindi quello in cui si trovano il luogo di partenza o il luogo di arrivo dell’arrivo dell’aereo, a nulla rilevando i luoghi di scalo dell’aereo. Tale scelta spetta all’attore.

Infine, per quanto riguarda l’ultima questione, vi è da dire i regolamenti citati si applicano unicamente al convenuto domiciliato in uno Stato Membro e, pertanto, le norme sulla competenza giurisdizionale internazionale ivi previste non si applicano ad un soggetto domiciliato fuori dall’Unione Europea.

Concludendo, chi ha perso la coincidenza del proprio volo per ritardo del primo ha, in virtù delle norme eurounitarie, la possibilità di adire, oltre al giudice del luogo della partenza, anche il giudice della destinazione finale.

Avv. Elisa Ferrarello

Studio Legale Frisani