CGUE: REMUNERAZIONE ADEGUATA AI MEDICI (EX) SPECIALIZZANDI ANCHE PER LA FORMAZIONE INIZIATA “A CAVALLO” DEL 1983 E FINO AL 1990!

La CGUE torna a colpire ancora anche per i medici (ex) specializzandi.

La fonte normativa in materia è la Direttiva 82/76/CEE la quale è andata a modificare la precedente del 1975.
È noto che le Direttive Europee debbano essere recepite dagli Stati membri entro il termine indicato nella direttiva stessa. Bene. Lo Stato Italiano avrebbe dovuto recepire la stessa entro e non oltre il 31.12.1982. Purtroppo, invece, tale fonte normativa secondaria è stata trasposta nell’ordinamento italiano solo nel 1991 (D. Lgs. n. 257/1991). Lo sanno bene tutti quei medici, ex specializzandi -ed oserei anche dire ormai addirittura pensionati!-, che avrebbero dovuto ricevere una “adeguata remunerazione” per la formazione specialistica seguita proprio in quegli anni. Ma una svolta, come vedremo, è sempre possibile!

Alcuni medici che hanno compiuto la formazione come medico specialista in Italia negli anni dal 1982 al 1990 hanno proposto ricorso contro le università e contro le amministrazioni statali (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Salute, Ministero del Tesoro e Presidenza del Consiglio dei Ministri) per ottenere la condanna delle stesse al pagamento a loro favore di quella remunerazione adeguata prevista dalla Direttiva 75/363/CEE modificata. In subordine, hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti a motivo della mancata trasposizione tempestiva ed adeguata della Direttiva 82/76/CEE.

Una volta giunti in Cassazione la Corte ha deciso di sospendere i procedimenti e di sottoporre alla CGUE alcune questioni pregiudiziali alla decisione della causa circa l’interpretazione della direttiva 75/363/CEE.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha, quindi, dichiarato in merito che:

– Qualsiasi formazione -a tempo pieno o ridotto- come medico specialista iniziata nel corso (ndr. “a cavallo”) dell’anno 1982 e proseguita fino all’anno 1990 deve essere adeguatamente remunerata a condizione che la stessa riguardi una specializzazione medica comune a tutti gli Stati membri o almeno a due o più di essi.
– La remunerazione adeguata deve essere corrisposta per il periodo di tale formazione (anche quello cominciato “a cavallo”) a partire dal 01.01.1983 e fino alla conclusione della formazione specialistica stessa. Gli Stati membri possono infatti vedersi imputare l’omessa trasposizione della direttiva nel loro ordinamento giuridico solo una volta giunto il termine di scadenza.
– L’obbligo di prevedere la suddetta remunerazione adeguata non dipende dall’adozione, da parte dello Stato Italiano, di misure di trasposizione della Direttiva. Il Giudice nazionale è tenuto, infatti, ad interpretare le disposizioni di diritto nazionale tenendo conto delle finalità perseguite dalle direttive europee. Nel caso in cui, come nella situazione ora esaminata, a causa dell’assenza di misure nazionali di trasposizione della direttiva, non si possa raggiungere il risultato dalla stessa prescritto per via interpretativa, l’UE impone allo Stato membro di risarcire i danni causati ai singoli in ragione della mancata trasposizione della direttiva. Spetterà poi al Giudice del rinvio verificare se vi siano le condizioni affinché sorga la responsabilità dello Stato membro.

Anche per i medici (ex) specializzandi che si riconoscono in quanto sopra esposto è giunto quindi il momento di farsi avanti!
Leggi la sentenza: Sentenza della Corte ( ottava sezione)

Avv. Elisa Ferrarello

Studio Legale Frisani