Emotrasfusioni Infette

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Su questo tema, inizialmente, non esisteva un’uniformità di vedute, almeno fino a quando la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11609 del 31 maggio 2005, ha stabilito che l’indennizzo di cui alla L. 221/1992 non esclude la possibilità di agire in giudizio per richiedere il risarcimento del danno.

Qualora la causa promossa contro il Ministero della Sanità abbia esito favorevole, la cifra ottenuta si somma all’indennizzo mensile oppure è necessario detrarre quest’ultimo (es. 500.000,00 € di risarcimento – 250.000,00 € percepiti = 250.000,00 €? Ex L. 210/1992).

Nonostante non esista un indirizzo uniforme sul punto, la giurisprudenza maggioritaria tende a escludere la cumulabilità ed è favorevole alla detrazione.

Con la Legge 25 febbraio 1992 n. 210 (in seguito, più volte modificata ed integrata) lo Stato italiano ha previsto un indennizzo per i soggetti che hanno subito danni irreversibili in seguito a vaccinazioni, trasfusioni, contagio con persona già indennizzata o con operatori sanitari che si siano infettati durante il servizio a causa di un contatto con il sangue o i suoi derivati.

Detta legge riguarda il riconoscimento di un indennizzo indipendentemente dalla dimostrazione di una colpa e, dunque, non preclude la possibilità di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per ottenere il risarcimento del danno, in caso di comportamenti colposi di terzi (ai sensi dell’art. 2043 del Codice Civile).