IL GIORNALISMO ED IL PRECARIATO NEL 2016

Nessuno sfugge al precariato, strumento di disciplina del rapporto di lavoro usato ed abusato, ne restano vittime anche i giornalisti, spesso ritenuti fortunati perché appartengono ad una delle categorie tra le più invidiate.

Mestiere ambito quello del giornalista, che si scontra con la propria realtà lavorativa oltre che con quella della cronaca che normalmente racconta e così il nuovo rapporto sul giornalismo nel 2016 , a cura di Pino Rea, per Lsdi ( Libertà di stampa e di informazione) assume i colori di un quadro a tinte fosche poiché la premessa non è delle migliori: si aggrava la crisi della professione giornalistica che vede aumentare il lavoro autonomo ( sottopagato per definizione) che porta con sé il fenomeno del precariato.

Prova ne è il fatto che il reddito medio dei giornalisti dipendenti è superiore di 5,4 volte a quello della ‘’libera professione’’ (60.736 euro lordi annui contro 11.241) e il fatto che più di 8 lavoratori autonomi su dieci (l’ 82,7%) dichiarano redditi inferiori a 10.000 euro all’anno

Il sindacato dei giornalisti ha spiegato recentemente il Segretario Generale della Fsni Raffaele Lorusso: “vuole lavorare su due piani: difendere i diritti, le garanzie e le tutele oggi previste dal contratto di lavoro ed estenderle a quanti di fatto già svolgono la professione giornalistica senza vedersi riconosciuti nessuno degli istituti contrattuali”, nessuno ed in nessun ambito di lavoro può permettersi un mercato senza regole e tutele.

Rimborsoprecari.it si rivolge ai lavoratori precari della Pubblica Amministrazione che si trovano a vivere in una situazione di precariato che supera il limite di legge, quello dei 36 mesi-anche non continuativi- presso lo stesso datore di lavoro svolgendo le medesime mansioni, ma indipendentemente dall’ambito della professione svolta dal precario è la “malattia” che deve essere curata con forza e con tutele e strumenti normativi adeguati, perché un fenomeno sociale che porta incertezza e disparità di trattamento quale è il precariato, non abbia più portata così ampia.

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