INDENNIZZO EX L. 210/1992 ANCHE SE LA TRASFUSIONE E’ AVVENUTA ALL’ESTERO

Con la sentenza n. 28435 il 19 dicembre scorso la Cassazione civile, sezione lavoro, ha condannato il Ministero della Salute alla corresponsione dell’indennizzo L. n. 210 del 1992 in conseguenza di malattia contratta a causa di trasfusioni e somministrazione di emoderivati effettuati nell’ambito di struttura sanitaria estera.
Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha richiamato la decisione della Corte Costituzionale n. 118/1996, che ha distinto tre tipologie di conseguenze derivanti dalla menomazione alla salute in seguito a trattamenti sanitari:
1) il diritto al risarcimento pieno del danno ex art. 2043 e ss c.c.;
2) il diritto ad un equo indennizzo ex art. 32 Cost. in collegamento con l’art. 2 Cost ove il danno sia derivato da adempimento di un obbligo legale;
3) il diritto a misure di sostegno assistenziale ex art. 38 e 2 Cost. disposte dal legislatore nell’ambito dell’esercizio, costituzionalmente legittimo, dei suoi poteri costituzionali;
Secondo la Corte, il caso di specie rientrerebbe in quest’ultima ipotesi.
La norma dell’art. 3 comma 6 Legge 210/1992 infatti concerne la condizione obiettiva del cittadino e non detta alcuna limitazione con riferimento al luogo dove sia eseguita la prestazione, mentre l’indennizzo costituisce strumento avente natura assistenziale collegata ad una situazione di menomazione obiettiva della salute derivante da prestazione ospedaliera. Quello che rileva è  dunque unicamente il nesso eziologico tra somministrazione di sangue od emoderivati ed il pregiudizio alla salute, prescindendosi da ogni profilo di imputazione della responsabilità.
Oltretutto in alcuni casi la legge italiana autorizza i cittadini a curarsi all’estero, pertanto in tali ipotesi le limitazioni alla concessione del beneficio in funzione del luogo dell’intervento configurerebbero un vulnus nella sfera di protezione della salute. Ciò provocherebbe non solo la diminuzione delle tutele previste dalla legge, ma la menomazione di un diritto costituzionalmente protetto anche nell’interesse della collettività.