LA PRESCRIZIONE CORRE..FERMALA!

Continuiamo ad informarvi. Troppi sono i pensionati che ancora non sanno ciò che è successo al loro portafoglio a causa del blocco di rivalutazione della propria pensione, molti sono gli indecisi, tante le false informazioni che circolano incontrollate sull’argomento. Questa news si rivolge quindi a chi non sa, a chi è indeciso, a chi ha deciso di non fare niente per la propria rivalutazione della pensione perché convinto di sapere già tutto, tutto sulla presunta inutilità di un ricorso. Presunta, appunto, perché così non è!

Ricordate tutti le lacrime del Ministro Fornero? Beh, da allora – pensionati con importo superiore alle 3 volte il minimo INPS – siete un po’ più poveri. Vi manca un potere: il potere di acquisto, vi manca la rivalutazione della pensione. Volete sapere perché? Perché: un vostro diritto è stato calpestato, una sentenza della Corte Costituzionale (n.70/2015) che per una volta aveva deciso di  non trattare voi pensionati come il bancomat dello Stato e di riconoscervi gli arretrati dovuti,
E’ STATA IGNORATA DAL GOVERNO!
Questo è ciò che è successo col d.l n. 65/2015, altrimenti detto Bonus Poletti, che vi ha riconosciuto un’elemosina (ma anche niente, se superate le 6 volte il trattamento minimo INPS) a fronte di quanto deciso dalla Consulta. Avevate vinto, per una volta i pensionati avevano vinto. Invece no, con il d.l 65/2015 il Governo, per l’ennesima volta, vi ha riportato alla “casella” giusta del gioco: Bancomat dello Stato, molti doveri e pochi diritti per voi.

Siete sempre convinti che provare a ricorrere sia inutile e che ciò che 15 mila ricorrenti pensionati hanno già fatto aderendo alla nostra iniziativa sia inutile?

In questo anno e mezzo di attività rimborsopensioni.it con quasi 200 ricorsi collettivi depositati è arrivato in Corte Costituzionale: il nostro scopo è far dichiarare il d.l 65/2015 INCOSTITUZIONALE ed il ricorso vi permette di avere uno scudo protettivo rispetto ad eventuali provvedimenti legislativi che vadano ad inficiare una sentenza favorevole da parte della corte costituzionale che riconosca l’illegittimità del bonus Poletti.

Chiariamoci, quindi, le idee:
chi fino ad ora non ha mai effettuato l’invio di una diffida alla sede centrale INPS può ancora inviarla ma deve essere consapevole del fatto che (essendo la prescrizione quinquennale) il rateo di rivalutazione riferito a gennaio, febbraio e marzo 2012 si è prescritto e pertanto in caso di un esito vittorioso della nostra azione l’intero cumulo di arretrati che dovranno essere liquidati al pensionato sarò decurtato di tale importo.

Ben poca cosa in confronto a ciò che è stato indebitamente trattenuto dallo Stato fino ad oggi ( vedi la pagina Calcolo Rimborso Pensione ) considerando anche il potenziale “effetto trascinamento”.

Quindi se non hai ancora inviato nessuna diffida interruttiva della prescrizione cosa stai aspettando? Non perdere altro tempo ed altri eventuali arretrati!

Invia la diffida il prima possibile tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo che trovi sul modello ( scarica gratuitamente il modello: http://www.rimborsopensioni.it/download/FACSIMILE-costituzione-in-mora-contro-INPS.pdf )

IMPORTANTE: inviare la diffida NON E’ RICORRERE per cui seguite i successivi passi obbligatori per preparare la documentazione che è necessaria per poter aderire al ricorso (http://www.rimborsopensioni.it/ricorso-pensioni/) ed inviateci tutto il materiale il prima possibile poiché non accetteremo le pratiche per tutto l’anno, anzi: NON APPENA LA CORTE COSTITUZIONALE fisserà la data dell’ udienza, comunicheremo ( sul sito e su facebook) la chiusura dei termini per aderire.

NB! Per chi ha già aderito al ricorso ma non rientra tra gli oltre 200 ricorsi collettivi depositati ricordiamo che – I ricorsi saranno tutti depositati entro l’udienza della Corte Costituzionale, nulla è andato in prescrizione poiché avete inviato la lettera interruttiva dei termini all’ Inps! In merito alle tempistiche leggete o rileggete la seguente news: http://www.rimborsopensioni.it/la-tempistica-dei-depositi-dei-ricorsi/