LA RICHIESTA DI RATEIZZAZIONE DI CARTELLA ESATTORIALE NON IMPEDISCE LA POSSIBILITA’ DI IMPUGNARLA

La Corte di Cassazione con ordinanza del 1 ottobre 2020 n. 20962 ha precisato che il contribuente che decide di rateizzare il pagamento di cartella esattoriale può sempre procedere ad impugnazione della stessa.

Si trattava di una cartella esattoriale del 2011 relativa ad Irap, che una società aveva impugnato e successivamente pagato in forma rateale nelle more del giudizio.

La CTP di Cosenza in primo grado e la CTR Calabria in appello avevano dichiarato l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ritenendo incompatibile la rateizzazione del pagamento con l‘impugnazione.

La Suprema Corte con l’ordinanza in commento ha invece stabilito che al pagamento come anche la rateizzazione degli importi indicati nella cartella di pagamento non può attribuirsi il valore di puro e semplice riconoscimento d’essere tenuto al pagamento di un tributo, con la conseguenza che non può essere preclusa l’impugnazione, salvo che non siano scaduti i termini di impugnazione e non possa considerarsi estinto il rapporto tributario.

Infatti nel caso in esame non poteva darsi valore di pagamento spontaneo alla corresponsione delle somme in forma rateale, posto che il contribuente aveva sempre riferito di aver adempiuto al solo fine di evitare ulteriori atti esecutivi in proprio danno.

La Corte ha dunque affermato che “il principio della inidoneità del pagamento non spontaneo (bensì coatto) a provocare la cessazione della materia del contendere è, del resto, speculare al principio, anch’esso affermato da questa Corte, della sussistenza dell’interesse dell’Ufficio alla controversia in caso di sgravio di una cartella di pagamento in seguito a una sentenza favorevole al contribuente, in quanto trattasi di comportamento che può fondarsi anche sulla mera volontà di evitare le eventuali ulteriori spese del procedimento espropriativo”.