LA SOLUZIONE NON È L’ARTICOLO 20

E’ una levata di scudi quella di alcuni sindacati contro i proclami del ministro Madia che con il tanto “pubblicizzato” articolo 20 dello schema di decreto legislativo, che modifica il Testo unico del Pubblico impiego approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri a fine febbraio, ha deciso di porre un freno al precariato nella pubblica amministrazione.

Per l’Unione sindacale di base Pubblico Impiego questo fenomeno del tutto illegale che è l’abuso del precariato da parte della pubblica amministrazione non potrà essere sanato dalla mera applicazione dell’ articolo 20 e questo avverrà soprattutto in alcuni settori, come quello della ricerca, che hanno esigenze differenti dal pubblico impiego “classico” necessitando – ad esempio – di stanziamento di fondi ed avendo l’ulteriore aggravante per la quale molti dei propri ricercatori non hanno soluzione di continuità tra un contratto e l’altro mentre l’articolo sotto esame riporta la stabilizzazione solo per chi ha superato un concorso nel posto in cui sta lavorando e per chi ha maturato i tre anni in quella stessa amministrazione

Leggi l’articolo a cura di Lusiana Gaita

Rimborsoprecari.it sostiene che non debba esserci nessuna disparità di trattamento tra un lavoratore a tempo determinato ( o con altre forme contrattuali flessibili per le quali è provata la subordinazione) e chi svolge la stessa mansione a tempo indeterminato.
Rimborsoprecari.it porta avanti la propria iniziativa a favore di tutti i precari della Pubblica Amministrazione che decidono di non subire ancora lo stato dei fatti dettato dal precariato ma vogliono ottenere ciò che spetta loro di diritto: un risarcimento esentasse riconosciuto dalla giurisprudenza sulla base semplice base del superamento dei 36 mesi di precariato e la richiesta di stabilizzazione.