L’ESPROPRIO DEVE RISPETTARE I TEMPI PREVISTI DALLA LEGGE

L’occupazione d’urgenza per la realizzazione di opere pubbliche deve avvenire entro tre mesi dal decreto di occupazione, per interventi complessi il termine può essere prolungato fino a sei mesi.

La Corte di Cassazione con sentenza n. 28332 del 31 dicembre 2009 si è pronunciata in merito ad una situazione per la quale era stata concessa una proroga temporale successivamente allo scadere del termine previsto per la situazione da  prorogare, pertanto il fatto che l’area del privato fosse stata utilizzata e modificata abusivamente durante il periodo di tempo in assenza di adeguato titolo  ha fatto sì che venisse  riconosciuto il  diritto al pieno risarcimento anziché all’indennizzo che sarebbe spettato se l’opera fosse stata legittimamente realizzata.

La corretta interpretazione dell’art. 20 L.865/1971 alla luce della citata sentenza “consente d’affermare che il prolungamento di sei mesi dei termini per conseguire l’occupazione d’urgenza si riferisce ai provvedimenti che non avessero già perso efficacia ed amplia di due anni la durata massima dell’occupazione solo se legittimamente conseguita nei termini”.