Militari stretti nella morsa dell’ amianto e dell’ uranio

Per l’ex pm Guariniello serve una legge che tuteli il lavoro dei militari come il lavoro degli altri cittadini affidando a soggetti terzi la sorveglianza della loro salute.

Nel mondo militare vige il principio della giurisdizione domestica: degli affari militari non si occupano soggetti esterni, vi è però una proposta di legge che vorrebbe cambiare lo stato dei fatti, affidando la sorveglianza della salute a soggetti terzi. Ne parla in un’intervista a Ferruccio Sansa per Il Fatto Quotidiano l’ex pm Guariniello, ad oggi consulente della Commissione parlamentare per i soldati morti o ammalatesi a causa dell’ uranio impoverito:

C’è chi dice che il compito dei militari ha una sua specificità. Ma questo non deve venire in loro danno, anzi. Hanno soccorso le popolazioni terremotate, sono caduti nelle missioni all’estero. Ma noi non li proteggiamo come gli altri lavoratori. Tanto per cominciare c’è l’amianto che si trovava sugli elicotteri e le navi. E che ha provocato mille vittime tra i nostri soldati. E poi c’è la questione dell’uranio.”  afferma Guariniello.

Ed è proprio il caso dell’ uranio impoverito ad incontrare sempre maggiori ostacoli, è di pochissimi mesi fa il servizio andato in onda per la trasmissione LE IENE (a cura di Nicola Barraco e Gaetano Pecoraro) che nei vari aspetti trattati nell’inchiesta esplicita la reticenza delle istituzioni e della politica nel collegare i decessi per patologie riconducibili ad esposizione ad uranio impoverito dei militari che erano stati in missione all’ estero, con la presenza stessa dell’uranio in tali territori; un esempio esaustivo di tale reticenza fu  l’affermazione del Ministero della Difesa nel 2000 in cui si negava la presenza di uranio in Bosnia per poi ritrattare qualche mese dopo.

Sono poi arrivate importanti sentenze come quella del Tar Toscana che ha condannato il Ministero della Difesa, afferma Barraco: “Sicuramente da un punto di vista civile – spiega oggi Barraco parlando delle recenti sentenze – sono esaustive, perché viene affermata la responsabilità del ministero della Difesa, e quindi dello Stato. Viene affermato il principio che lo Stato, il ministero, sapeva e non ha fatto nulla per evitarlo. Ci sono tutte le evidenze scientifiche e documentali. Al di là di ogni ragionevole dubbio lo Stato viene condannato.

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