Operaio morì per l’ amianto maneggiato negli ospedali: 800 mila euro alla famiglia

Pubblichiamo articolo del Corriere Fiorentino ( Corriere della Sera), del 27/03/2019 a firma di Valentina Marotta. Oggetto della notizia una importante vittoria dello Studio Legale Frisani in materia di risarcimento del danno per esposizione all’ amianto. Lo Studio Frisani è riuscito a far condannare la Regione e la gestione liquidatoria delle ex Usl. Gli enti dovranno versare alla vedova e ai due figli del lavoratore deceduto per mesotelioma pleurico, un indennizzo di 800 mila euro.

“ Per anni, ha maneggiato l’amianto a mani nude. L’ex operaio, dal 1965 al 1994 addetto alla lavanderia e alle centrali termiche degli ospedali di Santa Maria Nuova e Careggi, ha fasciato tubi e guarnizioni con nastri e guaine composte di quella fibra cancerogena, quasi senza protezione. Non sapeva che così avrebbe rischiato la vita. L’operaio in pensione della ex Usl 10/D è morto nel 2012, a 73 anni, a causa del mesotelioma pleurico. E per il giudice del lavoro Carlotta Consani, contrasse la malattia negli ospedali dove lavorò. Per questo, la Regione e la gestione liquidatoria delle ex Usl dovranno versare alla vedova e ai due figli, assistiti dall’avvocato Pietro Frisani, un indennizzo di 800 mila euro. Decisive per la sentenza, le testimonianze dei colleghi del fuochista («Guanti mai. Lavoravamo a mani nude e con una maschera antipolvere, ma non venivano fornite informazioni sui rischi di esposizione all’amianto») e due consulenze tecniche. Non si può trascurare, secondo il giudice, che «il datore di lavoro non fosse una piccola impresa, ma un’organizzazione sanitaria che ha come fine istituzionale quello della salute pubblica “

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