Gli studi statistici e le ultime inchieste giornalistiche parlano di circa 100 mila persone ammalatesi – e molte di queste purtroppo anche decedute – a causa delle patologie contratte, in particolare HIV, epatite b, epatite c, a seguito della somministrazione negli ospedali italiani di sangue ed emoderivati infetti.

Si può parlare senza dubbio di una vera e propria strage di Stato. Infatti sia il Ministero della Salute che le struttura sanitarie tra gli anni ’70 e ’90 hanno omesso di effettuare i dovuti e necessari controlli sul sangue e sui suoi derivati somministrati ai pazienti.

Visti i gravi inadempimenti posti in essere da un intero apparato statale, per i malati di patologie derivanti da emotrasfusioni infette o per gli eredi di coloro che sono deceduti per le suddette malattie è possibile procedere con una richiesta di risarcimento del danno. Infatti, se fino a pochi anni fa sussisteva il problema della prescrizione (il più delle volte insormontabile), a riguardo è intervenuta una rivoluzionaria pronuncia della Cassazione che agevola notevolmente le possibilità di richiesta danni:

“Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi assume di aver contratto per contagio una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, c. 1, c.c, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche”. (Cass. SSUU 581/2008).

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno per il soggetto che afferma di aver contratto per contagio una malattia, a causa di un fatto doloso o colposo di un terzo, decorre non dal giorno in cui il terzo determina la condizione che produce il danno altrui o in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto derivante dal comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e considerando le conoscenze scientifiche diffuse.

Se hai contratto una patologia correlata al contatto da sangue infetto attivati immediatamente per richiedere un risarcimento del danno di gran lunga superiore agli indennizzi previsti dalla legge 210/1992.

Una volta verificata la fattibilità dell’azione, si dovrà procedere, in via preliminare, a una richiesta di risarcimento danni, tramite raccomandata a.r., che darà inizio a una breve fase c.d. Stragiudiziale (ossia, una fase in cui verrà tentato un accordo con il ministero della salute).

Nel caso in cui questo tentativo non dovesse concludersi positivamente, sarà necessario convenire il ministero in giudizio davanti al tribunale e, dunque, intraprendere una causa vera e propria.

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