I precari della pubblica amministrazione o di aziende partecipate dallo stato o altro ente pubblico che hanno prestato servizio presso il medesimo datore di lavoro per più di 36 mesi, anche non consecutivi, con contratti di lavoro a tempo determinato, con lo stesso profilo o per lo svolgimento di mansioni equivalenti possono agire contro il proprio datore di lavoro per richiedere la stabilizzazione del rapporto di impiego, il risarcimento del danno per gli anni di precariato oltre agli scatti di anzianità.
Infatti la sentenza mascolo della corte di giustizia europea nel 2014 ha imposto all’Italia di adottare misure energiche al fine di tutelare i lavoratori e le lavoratrici della p.a. che non abbiano un contratto a tempo indeterminato.
Successivamente le sezioni unite della corte di cassazione nel marzo 2016 hanno individuato tali misure energiche nella possibilità di ottenere un risarcimento fino a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale lorda per i tutti i precari della p.a. che abbiano lavorato per oltre 36 mesi presso lo stesso datore di lavoro.
Inoltre la corte costituzionale nel luglio 2016 ha confermato i principi espressi dalla corte di giustizia e dalle sezioni unite della corte di cassazione. Oggi sono molte le pronuce dei giudici di merito e di legittimità che hanno riconosciuto ai precari della p.a. le tutele riconosciute dalle più alte corti

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