VITTORIA PER IL PERSONALE A.T.A

Un’altra importante vittoria per il personale amministrativo scolastico (A.T.A.) che si è visto riconoscere dal Tribunale di Marsala, le differenze retributive maturate durante i sedici anni di precariato svolti presso il M.I.U.R.

Il principio è quello sancito dalla clausola 4 della direttiva 1999/70/CE  la quale dispone che i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili “per il solo fatto di avere un contratto o un rapporto di lavoro a tempo determinato.

Infatti, ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro basti a giustificare una disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, priverebbe di contenuto gli scopi della direttiva 1999/70 e dell’accordo quadro: obiettivi individuati dalla giurisprudenza interna, fino alla Corte di Cassazione nella “garanzia della parità di trattamento ai lavoratori a tempo determinato, proteggendoli dalle discriminazioni (…) al fine di impedire che un rapporto di impiego di tale natura venga utilizzato da un datore di lavoro per privare questi lavoratori di diritti riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato”.

In applicazione di tali obiettivi, secondo il giudice di Marsala, la progressiva reiterazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato -di fatto- è suscettibile di realizzare un contesto del tutto identico, sotto il profilo dello sviluppo della professionalità, a quello tipico di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il limite è quello della prescrizione quinquennale.

La condanna del M.I.U.R è, quindi, quella di corrispondere ai dipendenti A.T.A. le differenze retributive e contributive maturate negli ultimi cinque anni di precariato nella stessa misura di un lavoratore a tempo indeterminato con la medesima anzianità di servizio .

Una sentenza significativa quella del personale A.T.A. della provincia di Marsala che deve sensibilizzare tutti i dipendenti precari della P.A. che , anche se sono riusciti ad ottenere la stabilizzazione,  hanno ancora diritto a vedersi riconosciuti gli scatti stipendiali di anzianità.

Una voce –questa- non rimessa alla discrezionalità del giudice, come invece il risarcimento del danno fissato tra un minimo ed un massimo, ma che riflette esattamente la condizione retributiva di un dipendente a tempo indeterminato con la medesima anzianità di servizio.

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Di seguito un estratto della notizia riportata dall’ANSA del 28/01/2017:

(ANSA) – MARSALA (TRAPANI), 28 GEN – Un altro Tribunale, dopo quello di Termini Imerese (Pa), riconosce i diritti del personale amministrativo che dal primo luglio 2001 lavora nelle segreterie scolastiche con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. E che da diversi anni chiede il rispetto del D.M. 66/2001 nella parte in cui stabilisce la «stabilizzazione» lavorativa entro 5 anni dall’avvio dei contratti. Da allora, però, sono passati quasi 16 anni e la stabilizzazione non è ancora arrivata. Stavolta, a riconoscere i diritti degli ata «co.co.co.» è stato il Tribunale di Marsala (giudice del lavoro Caterina Greco), che ha condannato il Ministero della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca a corrispondere alla lavoratrice che ha fatto causa, le differenze retributive maturate negli ultimi cinque anni di lavoro tra quanto percepito e quanto le sarebbe spettato in qualità di assistente amministrativo, profilo B1, secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale ata, oltre agli interessi legali maturati e alla regolarizzazione della posizione contributiva e previdenziale. Attribuire al lavoro prestato da un precario, evidenzia il giudice Greco nella sua sentenza, «una qualificazione di minor rilievo o differente qualità rispetto al lavoro svolto da altro diverso prestatore sarebbe quanto meno lesivo della dignità della sua opera e del suo apporto personale ed in contrasto con l’art. 1 della Costituzione». Un’altra sentenza per un caso analogo è attesa al Tribunale di Marsala (giudice Marangoni) per l’11 maggio prossimo.  Gli assistenti amministrativo «cococo» sono circa 900 in tutta Italia, ma più della metà, 490, sono in Sicilia: 205 a Palermo, 157 a Siracusa e gli altri nel resto dell’isola. (ANSA)