Xylella, Italia condannata dalla Corte Europea: adesso si aprono le vie per il risarcimento agli olivocoltori colpiti.

Nel 2013 l’ Italia ha dovuto fronteggiare una nuova emergenza:  in Salento è iniziata la guerra alla Xylella, un batterio che ha invaso ed intaccato gli ulivi salentini e che non offre soluzione alcuna se non rimuovere gli ulivi infetti ed anche quelli che si trovano nel raggio di 100 metri dal soggetto infetto.

Una soluzione drastica ma necessaria dettata dalla commissione UE , da attuare non solo nelle zone infette ma anche in zone cuscinetto,  limitrofe – quindi- rispetto alle zone interessate.

La stessa Corte di Giustizia UE ha avuto modo in questi anni di ribadire la necessità e correttezza della misura, la prima occasione nel gennaio del 2016 quando chiamata ad esprimersi su richiesta del Tar Lazio – a cui si erano rivolti 24 agricoltori della provincia di Brindisi che non volevano le ruspe “ abbatti ulivi” sul proprio territorio –  ha scritto sul proprio provvedimento:” ( la misura)  è proporzionata all’obiettivo di protezione fitosanitaria nell’Unione ed è giustificata dal principio di precauzione, tenuto conto delle prove scientifiche di cui la Commissione disponeva al momento della sua adozione”.

Ma l’ Italia non è stata brava nel seguire le indicazioni dettate dalla Commissione e nel 2016 un’ affermazione lapidaria dei commissari UE : “ la lotta al batterio è stata un fallimento, abbattete gli alberi malati” , precede il deferimento dello Stato Italiano per la diffusione del batterio alla Corte lussemburghese e l’ apertura di una procedura di infrazione

E così con la sentenza della Corte Europea del 05.09.2019 c-443/18 (ed in linea con la sentenza del 09.06.2016 c-78/16 e c-79/16) lo Stato Italiano è stato condannato per mancata adozione di misure atte ad impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della c.d. Xylella fastidiosa in adempimento alla decisione di esecuzione UE 2015/789 della Commissione in rapporto alla direttiva 2000/29 e successive modificazioni.
Tale circostanza ha determinato, con la diffusione del batterio Xylella, la moria di numerosi ulivi e la perdita della relativa produzione, in particolare nella Regione Puglia e nello specifico nelle province limitrofe di Lecce, Brindisi e Taranto.

Alla luce di questa recente sentenza è possibile per le centinaia di olivocoltori colpiti da Xylella aderire all’ azione di risarcimento del danno organizzata dallo Studio Legale Frisani contro lo Stato Italiano, affinchè questa tragedia non resti l’ ennesima beffa “impunita” ai danni del settore dell’ agricoltura troppo spesso vittima oltre che degli eventi naturali, dei conflitti burocratici tra Stato e Regioni.