ANCHE un PADRE libero professionista ha diritto all’INDENNITÀ DI MATERNITÀ.
Lo ha stabilito il presidente della sezione lavoro del tribunale di Firenze Giampaolo Muntoni, decidendo sul ricorso presentato dall’avvocato Pietro Frisani professore universitario, sposato con una biologa e padre di tre figli fra cui un bambino nato nel 2006 contro la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense.
Il giudice ha condannato la Cassa a pagare all’avvocato 21.448 euro, pari all indennità calcolata su cinque mesi di reddito dichiarato, più interessi e rivalutazione monetaria.
Alla base della sentenza spiega il giudice vi è il nuovo orientamento del legislatore italiano e comunitario e della Corte costituzionale, secondo cui la cura del figlio nei suoi primi mesi di vita non è più prerogativa esclusiva della donna, ma entrambi i coniugi hanno il diritto e il dovere di occuparsi del loro bambino, integrandosi a vicenda. In sentenza il giudice spiega che la interpretazione costituzionalmente orientata della legge del 2001 sulla tutela della maternità e della paternità «consente di accertare il diritto all’ indennità di maternità non solo in capo alla madre libera professionista ma anche, in alternativa a questa, al padre».
Il magistrato si richiama fra l’altro all’ «Accordo quadro sul congedo parentale», trasposto in una direttiva europea del‘ 96 con l’obiettivo di conciliare le esigenze familiari con quelle professionali e di stimolare sia la partecipazione della donna alla vita lavorativa sia, in parallelo, l’ impegno familiare del padre. La norma europea pone su una posizione paritaria il padre e la madre nella cura del bambino.

«Entrambi i genitori sono i migliori interpreti delle esigenze familiari e devono quindi poter scegliere se e come assentarsi dal lavoro nel modo più adeguato alla cura del figlio», che è il «principale soggetto a cui è rivolta la tutela delle norme sulla maternità». Il giudice spiega infine che non c’ è duplicazione di trattamento, visto che la moglie del legale non ha chiesto indennità di maternità.

«E’ la prima sentenza del genere in Italia», dichiara l’ avvocato Elena Moretti, collaboratrice di Pietro Frisani: «In base alla legge, nel caso di genitori liberi professionisti non c’ è il vincolo dell’ astensione dal lavoro. Se entrambi sono liberi professionisti, possono decidere chi dei due debba chiedere l’ indennità».

«E’ una sentenza positiva, indica che la responsabilità dei figli è di entrambi genitori», è il commento della vicepresidente del Forum delle associazioni familiari, Paola Soave: «E visto che il periodo di maternità è un diritto del bambino, se la mamma non ne usufruisce è giusto che sia riconosciuto al padre». Del resto, «è sempre più frequente, molto più di un tempo, che i padri si prendano cura dei figli».

da Repubblica.it, 8 agosto 2008