Risarcimento per Infezioni Ospedaliere
Ogni anno in Italia oltre 430.000 pazienti contraggono almeno un'infezione durante il ricovero ospedaliero. Le infezioni correlate all'assistenza (ICA), conosciute anche come infezioni ospedaliere o infezioni nosocomiali, rappresentano una delle principali complicanze dell'assistenza sanitaria e, nei casi più gravi, possono provocare invalidità permanenti o addirittura il decesso del paziente.
Se tu o un tuo familiare avete contratto un'infezione durante un ricovero, dopo un intervento chirurgico o nel corso di cure sanitarie e questa ha determinato conseguenze permanenti sulla salute, potreste avere diritto a ottenere il risarcimento dei danni.
Le infezioni ospedaliere possono insorgere durante un ricovero, dopo un intervento chirurgico, in terapia intensiva oppure a seguito dell'utilizzo di cateteri, protesi o altri dispositivi medici. Quando sono riconducibili alla mancata applicazione dei protocolli di prevenzione, a carenze organizzative o a violazioni delle buone pratiche cliniche, il paziente può avere diritto al risarcimento dei danni.

Quando un'infezione ospedaliera dà diritto al risarcimento?
Non tutte le infezioni contratte in ospedale comportano automaticamente una responsabilità della struttura sanitaria.
Tuttavia, quando l'infezione è riconducibile alla mancata adozione delle misure di prevenzione, dei protocolli di sicurezza, delle procedure di controllo o delle buone pratiche cliniche previste dalla normativa, il paziente può avere diritto al risarcimento dei danni nei confronti della struttura sanitaria e, nei casi previsti dalla legge, degli altri soggetti responsabili.
Ogni situazione deve essere valutata singolarmente, attraverso l'analisi della documentazione clinica e medico-legale, per verificare la sussistenza dei presupposti necessari per intraprendere un'azione risarcitoria.

Quali sono le infezioni ospedaliere più frequenti?
Secondo i dati dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), le infezioni correlate all'assistenza più frequentemente riscontrate sono:
- infezioni respiratorie;
- batteriemie e sepsi;
- infezioni delle vie urinarie;
- infezioni del sito chirurgico.
Tra i batteri e i microrganismi più frequentemente responsabili delle infezioni ospedaliere figurano:
- Escherichia coli;
- Klebsiella pneumoniae (KPC);
- Acinetobacter baumannii;
- Pseudomonas aeruginosa;
- Staphylococcus aureus (MRSA);
- Staphylococcus epidermidis.
Le infezioni causate da questi agenti patogeni possono provocare gravi complicanze, come sepsi, polmoniti, infezioni delle vie urinarie, infezioni del sito chirurgico e altre condizioni che possono determinare ricoveri prolungati, ulteriori interventi chirurgici, invalidità permanenti o, nei casi più gravi, il decesso del paziente.

Chi può ottenere il risarcimento?
Possono avere diritto al risarcimento:
- i pazienti che hanno contratto un'infezione ospedaliera con conseguenze permanenti o irreversibili;
- i pazienti che hanno subito un aggravamento delle proprie condizioni di salute a causa dell'infezione;
- gli eredi e i familiari delle persone decedute in conseguenza di un'infezione contratta durante il ricovero.
- tutela può riguardare sia i danni subiti direttamente dal paziente, sia quelli riconosciuti ai familiari per la perdita del rapporto parentale.
Quali danni possono essere risarciti?
In presenza dei presupposti previsti dalla legge, il risarcimento può comprendere:
- danno biologico;
- danno morale;
- danno patrimoniale;
- danno da perdita della capacità lavorativa;
- danno esistenziale;
- danno da perdita del rapporto parentale riconosciuto agli eredi e ai familiari.
Ogni posizione viene valutata in modo personalizzato sulla base della documentazione sanitaria, della consulenza medico-legale e degli orientamenti della giurisprudenza.

Entro quanto tempo è possibile agire?
Il diritto al risarcimento dei danni da infezioni ospedaliere è generalmente soggetto al termine di prescrizione di 10 anni, decorrente dal momento in cui il paziente acquisisce la conoscenza della patologia e della sua riconducibilità all'infezione contratta durante il ricovero.
Per gli eredi possono applicarsi termini e modalità differenti, in relazione al tipo di azione esercitata, motivo per cui è consigliabile richiedere una valutazione legale il prima possibile.
Cosa deve dimostrare il paziente?
Secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, il paziente deve dimostrare l'esistenza del rapporto con la struttura sanitaria e il nesso di causalità tra il ricovero e l'insorgenza o l'aggravamento dell'infezione.
Spetta invece alla struttura sanitaria dimostrare di aver adottato tutte le misure di prevenzione previste dalla normativa, di aver correttamente applicato i protocolli per il controllo delle infezioni e di aver operato secondo le regole della buona pratica clinica. In particolare, la giurisprudenza richiede alla struttura di provare di aver posto in essere tutte le cautele necessarie per prevenire l'insorgenza di infezioni correlate all'assistenza, come ribadito dalla Corte di Cassazione (Cass. Civ., Sez. III, 3 marzo 2023, n. 6386).

L'assistenza dello Studio Legale Frisani
Da anni lo Studio Legale Frisani assiste le vittime di infezioni ospedaliere e i loro familiari nelle azioni di responsabilità sanitaria, ottenendo importanti risultati a tutela dei diritti dei propri assistiti.
Ogni pratica viene analizzata attraverso un'attenta valutazione della documentazione clinica, medico-legale e amministrativa, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per ottenere il risarcimento dei danni e individuare la migliore strategia di tutela.
Se hai contratto un'infezione durante un ricovero ospedaliero, dopo un intervento chirurgico o nel corso di cure sanitarie, oppure se un tuo familiare è deceduto a causa delle conseguenze di un'infezione ospedaliera, lo Studio Legale Frisani ti offre consulenza gratuita, nessun anticipo: il pagamento è previsto solo in caso di effettivo incasso delle somme.

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